Paura del parto? Ecco perché non averne!
Paura del parto? Ecco perché non averne!
Caterina Giglio
Caterina Giglio
Ciao Mamma,
la verità è che il parto fa più paura che male per molte donne.
Questo articolo è per te se hai paura del parto. Qualsiasi tipo di paura tu abbia.
Nel mio lavoro come ostetrica, durante i corsi di accompagnamento alla nascita, questo “problema” emerge sempre dai gruppi di genitori che incontro.
Non me ne sono mai meravigliata: da donna, prima di tutto, riconosco come purtroppo spesso siamo circondate da racconti terribili riguardo la nascita.
Li ho sentiti anche io quando ancora non ero ostetrica e iniziarono a partorire le amiche delle mie sorelle. Poi ci sono le scene che ci vengono mostrate in tv, nelle pubblicità e nei film che fanno venire tutto meno che voglia di partorire.
Nella società occidentale è affermata ampiamente l’idea che partorire è molto doloroso e difficile: le donne hanno molta più paura di quella che invece sarebbe normale.
In questo articolo ti spiegherò come la paura del parto ha un impatto negativo sulla nascita e sul tuo corpo.
Sei pronta?
Cosa succede quando si ha paura
Sistemati dove sei più comoda e immagina di fare una bella camminata nel tuo posto preferito. Sei tranquilla e rilassata, ma all’improvviso vedi un cane che corre verso di te ringhiando con la bava alla bocca.
Il tuo corpo produrrà una quantità massiccia di un ormone che si chiama adrenalina, e attiverà una reazione fisiologica di “attacco o fuga”.
Questa reazione ti farà decidere in tempi record se affrontare il cane attaccandolo o dartela a gambe il più velocemente possibile.
Mentre prendi questa decisione, in una frazione di secondo, il tuo corpo sarà già pronto a reagire:
- inizierai a sudare;
- i tuoi muscoli diventeranno tesi;
- il cuore batterà all’impazzata;
- sentirai un pugno allo stomaco.
Avere paura del parto durante il travaglio
Ora immagina questo scenario nel contesto della nascita.
Se sei particolarmente ansiosa e spaventata dal dolore delle contrazioni, o da ciò che può accaderti durante il travaglio, il tuo corpo produrrà tanta adrenalina e reagirà come ti ho appena descritto.
Questo vale soprattutto nei primissimi stadi del travaglio quando ancora le contrazioni sono irregolari. In quei momenti, infatti, non si è attivata del tutto la produzione ormonale utile per farti entrare nella fase attiva del parto. Se sei molto spaventata il tuo corpo risponderà con una reazione di “attacco o fuga”.
Insomma, farà di tutto per “scappare” dalle contrazioni e quindi dalla possibilità di entrare in travaglio.
Per calare questo scenario nella realtà, immagina di essere rimasta a casa dalle prime contrazioni irregolari fino all’inizio del travaglio.
Sei sola e con te c’è solo il tuo partner o un’altra persona di fiducia, che si prende cura di te. Ad un certo punto però decidi di andare in ospedale, perché ti sembra che le contrazioni siano più regolari e dolorose.
Le luci sono abbaglianti e ci sono persone che parlano tra loro e passano per i corridoi. Tu inizi a realizzare che è arrivato il momento del parto e inizi agitarti e a spaventarti tra una contrazione e l’altra.
La confusione che c’è intorno a te non ti permette di essere concentrata sul tuo corpo, sul bambino e sul tuo travaglio. Le ostetriche o il ginecologo ti fanno qualche domanda, controllano se hai fatto tutti gli esami, ti fanno il monitoraggio per ascoltare il battito cardiaco del bambino e valutare le tue contrazioni e una visita vaginale.
È possibile, e quasi inevitabile in questa situazione di contrazioni preparatorie al travaglio, che l’ostetrica o il medico ti dicano “non hai molte contrazioni”.
Ma a casa ne avevi! Perché ora non ne hai più?
Contrazioni diminuiscono all’arrivo in ospedale
Forse hai già sentito parlare di questa situazione, se è capitato a una tua amica, collega o parente.
Il tuo corpo, a causa di tutti questi nuovi stimoli, ha attivato la reazione di attacco fuga. Non sentendosi più al sicuro per far procedere il travaglio e far nascere il bambino le contrazioni sono diminuite o passate del tutto.
Ti chiederai: ma basta così poco?
Anche se forse ti sembrerà strano, la risposta è si.
Il travaglio è un momento in cui il tuo corpo è molto vulnerabile. Se il tuo cervello percepisce il minimo “pericolo” si mette in modalità difensiva e blocca il travaglio perchè sente che non ci sono le condizioni giuste per partorire.
Ecco perché all’inizio del travaglio è davvero importante evitare di essere disturbata, nervosa, ansiosa o impaurita.
Andare in ospedale in travaglio attivo
Questa risposta di “attacco fuga” è invece meno probabile che si attivi se parti per andare in ospedale quando sei già in travaglio attivo.
Questo succede perché il tuo cervello è completamente inebriato dagli ormoni del parto: le contrazioni ci sono da un po’, sono regolari e vicine e tu hai atteso fino a quando non riuscivi più a stare a casa.
Queste contrazioni sono sempre più dolorose e proprio grazie al dolore tutta la tua attenzione è concentrata sul tuo corpo. Quindi è più difficile essere disturbata da fonti esterne e far emergere un senso di paura.
Ricordati che la paura blocca tanto la mente quanto il corpo. Più i tuoi muscoli si tendono e più per te sarà doloroso sopportare il travaglio e ti sentirai sfinita.
Cosa succede quando si ha paura del parto
Ogni mamma ha paura in maniera diversa e di cose diverse, ma di solito quello che spaventa di più quando si parla di parto è:
- sentire dolore quando esce il bambino;
- sentire il dolore di ogni singola contrazione;
- lacerarsi durante il parto;
- dover fare un taglio cesareo;
- avere un parto indotto.
Portarsi queste o altre paure in travaglio però, fa sì che succeda esattamente quello di cui hai paura quando pensi al parto.
Queste sensazioni di paura che porti dentro di te, infatti, fanno sì che il tuo corpo si contragga, attivando tanta tensione muscolare. La paura diventa responsabile del dolore insopportabile che senti.
La paura rende l’esperienza peggiore e più dolorosa per il nostro corpo e per la nostra mente.
È un circolo vizioso: la paura genera tensione che a sua volta genera più dolore.
Questo accade soprattutto quando:
- senti racconti spaventosi;
- non ti senti al sicuro dove sei;
- non hai fiducia nelle potenzialità del tuo corpo e del tuo bambino;
- credi di non poter sopportare il dolore;
- pensi che qualcosa non stia andando bene.
Ecco che la paura genera tensione nei muscoli e nel corpo, che in travaglio dovrebbero essere rilassati e dare spazio al bambino generando dolore che spesso viene definito insopportabile.
Ormoni positivi e negativi per la nascita
Adrenalina e paura sono due amici che in alcuni momenti della vita possono risultare preziosi, ma dovresti cercare il più possibile di tenerli lontano durante la nascita.
Gli amici invece che vuoi tenerti stretta in questo momento della vita sono gli ormoni ossitocina e le endorfine!
Ecco che, grazie a questi, puoi attivare un nuovo processo di fiducia, permesso e rilassamento.
Purtroppo, questi ormoni non possono essere prodotti se è presente l’adrenalina, ormone antagonista. Ecco perché dobbiamo tenere il più lontano possibile la paura che genera adrenalina e dare spazio ad ossitocina ed endorfine, fondamentali durante il travaglio.
Ma cosa ti succede, invece, se lasci andare questo sentimento di paura ed inizi ad avere fiducia in te?
Sarà più facile vivere positivamente il dolore delle contrazioni, lasciare andare ogni tensione e diventare morbida affinché la forza che il tuo corpo sprigiona possa far progredire il travaglio e far nascere il tuo bambino.
La cosa più importante che vorrei tu sapessi è che tu sei capace di partorire il tuo bambino e questo processo non è affatto spaventoso ma naturale.
Se lasci andare la paura e la sostituisci con la fiducia ecco che percepirai meno il dolore delle doglie. Sembra incredibile ma è proprio così.
La fortuna è che possiamo controllare i pensieri.
Grazie mamma per aver letto tutto l’articolo! Spero tu l’abbia trovato interessante, ti lascio qualche link per approfondire altri temi correlati:
- A che cosa somigliano le contrazioni?
- La dilatazione? Non è l’unico indicatore per il parto!
- Dolore del parto: i quattro motivi per cui partorire è doloroso
Mamma, ricordati che nella sezione “Guide gratuite” puoi trovare tante guide che ti aiuteranno nel vostro percorso di crescita, tuo e del tuo bambino.
Ma ricordati anche che io sono con te in questo viaggio, infatti ho creato un corso pre parto online a cui puoi accedere ovunque tu voglia, che sia a casa, a lavoro o in sala parto.
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